Dichiarazione Universale dei Diritti dei Ciclisti

La Dichiarazione Universale dei Diritti dei Ciclisti ha i seguenti principi:

I veicoli non hanno diritti. Le persone hanno diritti. Sia le biciclette che i veicoli a motore sono semplicemente veicoli per il trasporto di persone. Nessuno può pretendere più diritti perché alla guida di un veicolo più grande, più costoso o più pesante. Tutti gli utenti della strada hanno uguali diritti.

I ciclisti occupano molto meno spazio pubblico, fanno poco rumore, non emettono particolato e altre sostanze pericolose e consumano molta meno energia rispetto agli utilizzatori dei veicoli a motore. Visto che un ciclista richiede di gran lunga una minor quantità di "già scarse risorse" per ogni chilometro percorso, uguali diritti per tutti gli utenti della strada significa dare priorità ai ciclisti che agli utenti dei veicoli a motore.

Viviamo in un'epoca di diminuzione delle risorse petrolifere, di cambiamenti climatici, di crescita demografica e di urbanizzazione al pari di una crescente consapevolezza degli effetti nocivi sulla salute umana dell'inquinamento atmosferico, del rumore e della mancanza di esercizio fisico. La bicicletta è il mezzo migliore e più accessibile che abbiamo per affrontare questi problemi.

Per queste ragioni il ciclista, nel traffico, non deve mai essere trattato come cittadino di seconda categoria. Nella pratica questo avviene spesso, anche in Olanda o Danimarca, considerati da tutti, paesi ad alta vocazione ciclistica. I diritti in questa affermazione riassumono tutto il necessario per ottenere ciò che i ciclisti meritano.

I diritti sono formulati nel modo più tecnologicamente neutrale possibile. In tutto il mondo la gente pedala nelle più diverse condizioni, persone di tutte le età e di tutte le provenienze. Il modo migliore per garantire tali diritti varia da luogo a luogo. Inoltre, quella che ora è la migliore soluzione disponibile per un particolare problema, in futuro sarà sostituita da una soluzione ancora migliore. Le spiegazioni dei diritti mostrano esempi di soluzioni buone e cattive, ma questo è solo a scopo illustrativo. I diritti stessi sostengono la migliore soluzione disponibile per ogni situazione, tenuto conto delle circostanze specifiche.

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