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Perché una Dichiarazione Universale dei Diritti dei Ciclisti? In effetti è molto semplice. Noi, come ciclisti, non vogliamo essere trattati come cittadini di seconda classe. Abbiamo scelto un veicolo piccolo, leggero ed economico, e quindi alleggeriamo le infrastrutture, non inquiniamo l'aria, riduciamo l'uso di energia, non facciamo rumore e viviamo una vita più sana. Questo ultimo punto comporta anche la riduzione dei costi dell'assistenza sanitaria nonché i costi dovuti ai all'assenza dal lavoro. L' unica cosa che vogliamo in cambio è di essere trattati alla pari.

Diritti dei ciclisti è iniziato con un Tweet su Twitter (in Olandese), chiedendo contributi su quali diritti dovrebbe avere il ciclista. La risposta è stata rapida, e in poche ore abbiamo avuto undici diritti sulla carta. La sera stessa, la prima versione della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Ciclisti è stata pubblicata (versione 1.0) su FietsersAfstappen (cicli a mano, in Olandese). Nella settimana seguente, sono state fatte continue aggiunte. Alla fine il risultato è stato condensato in sette diritti, tutti accompagnati da una spiegazione, a formare la versione 2.0. Dopo i consigli dall'Unione Olandese dei Ciclisti (Fietsersbond) abbiamo ampliato uno dei sette diritti e siamo quindi alla versione 2.1.