I diritti

Vediamo troppo spesso che il ciclista viene relegato di lato, su piste ciclabili mal asfaltate o marciapiedi rotti, così da lasciare libere per le auto le carreggiate lisce ben asfaltate. Vediamo strade fiancheggiate da piste ciclabili che passano da un lato all'altro, costringendo il ciclista ad attraversare la strada, anche molte volte in successione. Il ciclista, in questa manovra, deve non solo dare priorità al traffico in senso contrario ma anche porre molta attenzione al traffico nel suo stesso senso. Questo non è solo fastidioso, ma è soprattutto altamente pericoloso. Spesso vediamo le piste ciclabili che compiono grandi deviazioni mentre le strade vanno dritte, o che le ciclabili stesse sono spremute in uno spazio insignificante sul ciglio della strada. Le piste ciclabili a fianco delle strade con diritto di precedenza, sono spesso costrette a deviare da una linea retta in prossimità di incroci con strade secondarie, privando quindi il ciclista del diritto di precedenza. Costruire piste ciclabili in tale modo non soddisfa le esigenze del ciclista ma le esigenze degli automobilisti. Il primo diritto vuole porre fine a questo modo di pensare! Le piste ciclabili devono essere progettate per le necessità e gli interessi dei ciclisti.

Questo diritto riveste diversi aspetti, a seconda delle circostanze locali.

In primo luogo, la superficie su cui i ciclisti pedalano deve sempre essere almeno di qualità pari al manto stradale su cui viaggiano le automobili, in quanto le biciclette non hanno i sofisticati sistemi di sospensione e i larghi pneumatici a bassa pressione delle automobili.

Troppo spesso si vede la strada per le auto coperta con asfalto liscio, mentre i ciclisti sono costretti a viaggiare su pessime superfici a malapena asfaltate se non ricoperte da sampietrini o altri mattoni. Questa situazione deve essere invertita: i ciclisti necessitano di una superficie liscia molto più delle automobili.

In secondo luogo, la rete di strade per i ciclisti, sia essa un sistema separato od una rete di strade su cui i ciclisti possono procedere in modo sicuro e veloce, deve sempre offrire almeno la stessa comodità e facilità d'uso della rete di strade ed autostrade per i veicoli motorizzati. Spostarsi da una città all'altra deve essere semplice anche senza l'uso di un GPS.

In terzo luogo, al pari degli itinerari all'interno delle città, dovrebbe esserci anche una rete di piste ciclabili con collegamenti diretti che evitano i centri urbani per migliorare l'efficienza degli spostamenti a lungo raggio. La segnaletica deve essere chiara e adatta non solo a chi vuol muoversi sino al paese vicino, ma anche per chi sta facendo lunghi viaggi. Inoltre, il tracciato delle ciclo-vie, deve essere privo di curve a gomito, pali ed altri ostacoli pericolosi. Superfici di pietrisco, buche, spigoli vivi ed altri “killer” di pneumatici, sono inaccettabili.

L'efficienza della bicicletta è notevolmente ridotta se i viaggi sono costellati da rallentamenti e fermate. Ogni volta che un ciclista deve fermarsi e ripartire, lo sforzo richiesto equivale approssimativamente ad altri 200 metri di pedalata.

Il numero eccessivo di semafori, impianti semaforici che non rilevano la presenza dei ciclisti nonché semafori dedicati alle biciclette che sono di default sul rosso, non aiutano a fare viaggi efficienti. I ciclisti che procedono dritto, non devono perdere la precedenza a favore delle auto che, arrivando da dietro, devono svoltare attraversando la loro pista.

Ai ciclisti non dovrebbe mai essere dato il verde per andare dritto quando in concomitanza, ai veicoli motorizzati, viene dato il verde per girare attraverso la pista ciclabile ( la cosiddetta "luce verde della morte" a causa della quale, i camion in particolare, uccidono centinaia di ciclisti ogni anno). Allo sesso modo i ciclisti che vanno dritti in un incrocio trafficato, non dovrebbero condividere la corsia con le auto che svoltano attraverso il loro percorso.

Situazioni pericolose possono verificarsi anche quando i ciclisti devono girare dall'altra parte della strada, ossia svoltare a sinistra. In queste situazioni, occorre un metodo per rimuovere il conflitto tra ciclisti che non hanno altra scelta se non quella di attraversare l'opposta corsia per svoltare, e i veicoli che viaggiano in quella stessa corsia sopraggiungendo a velocità elevata. Il modo migliore per rimuovere questo conflitto è l'adozione dello schema per gli incroci olandese, che elimina il conflitto del tutto.

La segnaletica può essere difficile da leggere a causa del posizionamento o delle dimensioni. In tutti i casi, è necessario che i ciclisti ricevano un'indicazione chiara di dove si stanno dirigendo (destinazioni regionali e locali) e la distanza in km che li separa da queste destinazioni. Distanze date in "minuti" non sono utili. Non dare alcuna distanza non è utile, come pure sono poco utili i cartelli che riportano solo il numero di itinerario, ma nessuna indicazione di ciò che si trova lungo il percorso.

La segnaletica dell'itinerario ciclabile deve essere di un formato tale da poter essere letto senza fermarsi. le indicazioni sono spesso collocate solo oltre l'incrocio o lo svincolo. L'illuminazione è spesso carente, e in questi casi i segnali non devono essere così in alto da non poter essere illuminati da un faro di bicicletta.

Per riassumere: I ciclisti non devono essere svantaggiati rispetto al resto del traffico. I semafori devono essere ben regolati. I sistemi di rilevamento dovrebbero rilevare i ciclisti ad una distanza sufficiente dallo svincolo. Il traffico che sopraggiunge da dietro non deve mai avere la precedenza. La pratica di privare i ciclisti della precedenza deve svanire; dove possibile, le curve della strada che obbligano a questo devono essere eliminate. La segnaletica deve essere leggibile in velocità. Proprio come sulle autostrade la segnaletica deve essere posizionata con largo anticipo.

Pensate alle persone a cavallo ed ai proprietari di cani che non controllano in maniera adeguata il loro animale, proprietari di cani che lasciano estendere il guinzaglio attraverso la pista ciclabile, veicoli con motore a combustione. Tutto ciò dovrebbe essere bandito dalla pista ciclabile. E in nessun caso la pista ciclabile deve essere utilizzata come parcheggio o come corsia di emergenza.

Esistono velocipedi delle più svariate forme, e nuovi modelli vengono introdotti continuamente. Tricicli, tandem, velomobili, handbike e biciclette che trainano rimorchi hanno tutti requisiti aggiuntivi. In realtà, troppo spesso, le infrastrutture ciclistiche sono progettate pensando ad una "bicicletta standard", questo spesso rende molto scomodo, sino ad impedire l'uso ai velocipedi "non convenzionali", soprattutto in curve strette e dove vengono inserite ostruzioni per impedire l'accesso ad auto e moto.

La stessa diversità la troviamo tra i ciclisti. Le biciclette sono utilizzate da persone di tutte le età, da mamme con bambini, bambini e anziani, da persone che portano la spesa, turisti che non hanno familiarità con la zona, persone disabili e appassionati di sport. Tutti devono essere in grado di utilizzare le infrastrutture in sicurezza. Segnaletica inutile, ostacoli poco visibili, angoli ciechi e superfici scivolose sono quindi vietate.

Le aree scolastiche hanno bisogno di una considerazione speciale. I bambini nel traffico non hanno l'esperienza e l'intuizione degli adulti. Per i bambini dovrebbe essere sicuro andare a scuola in bicicletta già in giovane età, sicuro al punto che i genitori possano lasciarli andare con fiducia.

La diversità sulle piste ciclabili è una cosa buona. Ciò significa che tutti possono gioire dell'uso della bicicletta e così ridurre il numero di auto ed i viaggi dei trasporti pubblici.

Per consentire un utilizzo sicuro durante la notte, le piste ciclabili devono avere segnali riflettenti ai lati. I ciclisti devono anche essere protetti dall'abbagliamento dei fari delle auto provenienti in senso opposto. Questo è un problema soprattutto dove la ciclabile è sul lato sinistro della carreggiata. È possibile ridurre l'abbagliamento abbassando la carreggiata in relazione alla pista ciclabile o creando una siepe. In ogni caso, occorre prestare attenzione a garantire che i ciclisti possano vedere ed essere visti da tutto il traffico.

Liberare da neve e ghiaccio dovrebbe avere almeno la stessa priorità sulle piste ciclabili che sulla strada principale. Se le piste ciclabili non possono essere mantenute transitabili ed i ciclisti devono quindi utilizzare la strada, il limite di velocità deve essere ridotto, per garantire la sicurezza dei ciclisti.

Edifici aziendali, scuole, sale conferenze, luoghi di incontro in genere ed importanti edifici pubblici devono essere dotati di un sicuro parcheggio per cicli nonché di strutture adeguate per fare la doccia. Ci si dovrebbe aspettare che la gente usi la bicicletta anche per lunghi spostamenti come anche per scopi commerciali o imprenditoriali. I trasporti pubblici devono essere accessibili ai viaggiatori con biciclette. Gli operatori del trasporto pubblico devono accogliere le biciclette. In particolare biciclette pieghevoli e bici pubbliche, sul modello del sistema olandese OV-Fiets, sono complementari ed aiutano a rafforzare i trasporti pubblici stessi. Apposite rastrelliere sono necessarie su autobus e treni per offrire una sistemazione facile e sicura per le biciclette pieghevoli.