3. Le precedenze, gli incroci e le servitù di passaggio devono essere progettati in modo tale che i ciclisti abbiano raramente bisogno di usare i freni o di scendere dalla bici.

L'efficienza della bicicletta è notevolmente ridotta se i viaggi sono costellati da rallentamenti e fermate. Ogni volta che un ciclista deve fermarsi e ripartire, lo sforzo richiesto equivale approssimativamente ad altri 200 metri di pedalata.

Il numero eccessivo di semafori, impianti semaforici che non rilevano la presenza dei ciclisti nonché semafori dedicati alle biciclette che sono di default sul rosso, non aiutano a fare viaggi efficienti. I ciclisti che procedono dritto, non devono perdere la precedenza a favore delle auto che, arrivando da dietro, devono svoltare attraversando la loro pista.

Ai ciclisti non dovrebbe mai essere dato il verde per andare dritto quando in concomitanza, ai veicoli motorizzati, viene dato il verde per girare attraverso la pista ciclabile ( la cosiddetta "luce verde della morte" a causa della quale, i camion in particolare, uccidono centinaia di ciclisti ogni anno). Allo sesso modo i ciclisti che vanno dritti in un incrocio trafficato, non dovrebbero condividere la corsia con le auto che svoltano attraverso il loro percorso.

Situazioni pericolose possono verificarsi anche quando i ciclisti devono girare dall'altra parte della strada, ossia svoltare a sinistra. In queste situazioni, occorre un metodo per rimuovere il conflitto tra ciclisti che non hanno altra scelta se non quella di attraversare l'opposta corsia per svoltare, e i veicoli che viaggiano in quella stessa corsia sopraggiungendo a velocità elevata. Il modo migliore per rimuovere questo conflitto è l'adozione dello schema per gli incroci olandese, che elimina il conflitto del tutto.

La segnaletica può essere difficile da leggere a causa del posizionamento o delle dimensioni. In tutti i casi, è necessario che i ciclisti ricevano un'indicazione chiara di dove si stanno dirigendo (destinazioni regionali e locali) e la distanza in km che li separa da queste destinazioni. Distanze date in "minuti" non sono utili. Non dare alcuna distanza non è utile, come pure sono poco utili i cartelli che riportano solo il numero di itinerario, ma nessuna indicazione di ciò che si trova lungo il percorso.

La segnaletica dell'itinerario ciclabile deve essere di un formato tale da poter essere letto senza fermarsi. le indicazioni sono spesso collocate solo oltre l'incrocio o lo svincolo. L'illuminazione è spesso carente, e in questi casi i segnali non devono essere così in alto da non poter essere illuminati da un faro di bicicletta.

Per riassumere: I ciclisti non devono essere svantaggiati rispetto al resto del traffico. I semafori devono essere ben regolati. I sistemi di rilevamento dovrebbero rilevare i ciclisti ad una distanza sufficiente dallo svincolo. Il traffico che sopraggiunge da dietro non deve mai avere la precedenza. La pratica di privare i ciclisti della precedenza deve svanire; dove possibile, le curve della strada che obbligano a questo devono essere eliminate. La segnaletica deve essere leggibile in velocità. Proprio come sulle autostrade la segnaletica deve essere posizionata con largo anticipo.